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Pickino Un micio a cui mancava solo la parola |
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La sera precedente aveva consumato il suo pasto con la consueta
avidità, e poi si era sistemato, come faceva spesso, sulla sedia accanto al
mio letto addormentandosi subito e trascorrendo una notte tranquilla. La
mattina però di nuovo i segni evidenti del male che in pochi giorni lo aveva
stremato. Ancora quella perdita di
sangue dalla bocca. Subito lo sottoponemmo alle terapie prescritte dal veterinario,
una iniezione di antibiotico e la flebo, ma niente da fare. Di nuovo in pochi giorni mettemmo Pickino
nella sua gabbietta e di corsa lo portammo dal veterinario nella speranza di
un’ultima possibilità, del miracolo. Pickino era disteso sul tavolo operatorio
rassegnato, sofferente e avvilito, con gli occhi socchiusi, mentre lo tenevo
tra le braccia accarezzandogli la testina. Lo chiamai: ”Pickino come stai!…”.
Spalancò i suoi ancora bellissimi occhi verdi mostrandomi il suo sguardo triste,
rispondendo con un flebile “Mhmh!…”. Mentre continuavo ad accarezzarlo e le
sue pupille si dilatavano fisse, cadendo in un sonno profondo dal quale non
si sarebbe più risvegliato. “Addio Pickino, addio!..”. I miei occhi erano
pieni di lacrime e anche mia moglie insieme a me piangeva sommessamente. |
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Così, il 6 agosto 2005, confortato
da tutto il nostro affetto, dopo ripetuti quanto inutili tentativi di cura,
terminava senza ulteriori sofferenze la vita di Pickino, dopo sei anni e sei
giorni felicemente trascorsi sempre insieme a noi, come vero componente della
nostra famiglia, nella quale era totalmente coinvolto nella nostra vita
quotidiana, sempre al centro dell’attenzione, donandoci dolcezza, affetto e
allegria. |
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Pickino era
arrivato nella nostra casa il 31 luglio 1999 dopo essersi appena ripreso
dall’investimento di un’auto, grazie al tempestivo intervento di mia figlia
Silvia che prima l’aveva portato dal veterinario e poi lo aveva pazientemente
curato per tre settimane fino a quando non aveva superato il momento critico. Allontanato dalla prima famiglia,
dove era rimasto fino all’età di circa quattro anni, Pickino era stato notato
da mia figlia malridotto e
sofferente, ma ancora
affettuoso e fiducioso nelle persone, che le si era
avvicinato in cerca di cibo e coccole.
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Un giorno Silvia, uscendo di casa,
lo trovò che era stato appena investito da una macchina e piangeva come un
bambino. Impietosita, non sentendosi di abbandonarlo, lo portò da un
veterinario, il quale lo ricoverò curandogli con grande attenzione la
frattura del bacino e della zampetta posteriore sinistra, precisando però
che, costretto all’immobilità per almeno venti giorni, da randagio non
sarebbe sopravvissuto. |
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Fu così che Silvia lo portò a casa e
a maggioranza (contrario il parere di mia moglie), decidemmo di adottarlo
anche se era un micio abbastanza bruttino malconcio e zoppetto. La nostra scelta fu inaspettatamente
premiata e Pickino in poco tempo ripagò le nostre attenzioni recuperando
pienamente agilità ed energia felina, riprendendo peso, cambiando il colore e
la lunghezza del pelo e diventando un bellissimo micione che stupiva tutti
per la sua docilità, ma soprattutto per la incredibile disponibilità al contatto
con le persone. |
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Per il foltissimo e morbido pelo, di
un bellissimo e particolare color miele striato, era differente da qualsiasi gatto di razza
europea, e, dopo una attenta ricerca sulla bibliografia felina, Alessandro,
mio figlio, riuscì ad attribuire a Pickino una discendenza abbastanza
verosimile dalla razza Armena o Turco-Van, per cui spesso lo chiamava
affettuosamente Turchino. |
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Giuliana, mia moglie, non era
abituata al contatto con animali domestici, ma dopo la contrarietà iniziale,
superati sospetti e pregiudizi, si affezionò al micio, il quale stabilì con
lei un rapporto privilegiato. Infatti era lei che ogni mattina si alzava
presto per dargli il cibo ed era sempre lei che provvedeva a tenergli pulita
la lettiera o a spazzolargli e rendere ancora più lucente il suo bellissimo
pelo. Pickino non mancava di dimostrarsi
visibilmente riconoscente verso chi si incaricava di cose importanti per il
suo benessere, e spesso le andava incontro strofinandosi ripetutamente
intorno alle gambe alzandosi sulle zampette posteriori. Giuliana senza dare nell’occhio si
era molto affezionata alla bestiola, che fin dall'inizio era apparsa
tenerissima ed affettuosa, dimostrandosi adattissima alla vita familiare,
girando tranquillamente per tutta le casa con il massimo rispetto per gli
arredi. |
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Cosa incredibile per un gatto, il
suo posto preferito era addirittura sul divano in pelle del soggiorno dove,
visto che riusciva a tenere gli artigli a posto, gli avevamo concesso di
starsene accoccolato alla mia destra. |
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Proprio lì rimase a tenermi
compagnia per tanti mesi, tra il 2002 e il 2003, dimostrandomi il massimo di
affetto e devozione, mentre attraversavo un momento veramente critico per
miei problemi di salute che mi portarono a sfiorare il rischio estremo. Convalescente dopo un difficile
intervento, Pickino mi fu sempre vicino per intere giornate, accoccolandosi
in braccio o sdraiandosi vicino a me, unica compagnia quando talvolta
rimanevo solo, con il suo calore e le sue fusa, quasi comprendesse la mia
sofferenza fisica, donandomi affetto e speranza, aiutandomi ad affrontare il
difficile cammino di un recupero delle forze inizialmente poco probabile. |
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Ormai in pensione ed essendo quasi
sempre in casa, Pickino non mi lasciava mai, trascorrendo vicino a me la
maggior parte del suo tempo, seguendomi tutto il giorno nelle mie attività,
sia che leggessi, vedessi la TV o mi mettessi al pianoforte, sopra al quale
gli piaceva sdraiarsi anche mentre suonavo. Ma il suo posto prediletto era
vicino al computer, e appena lo accendevo si sdraiava nel piccolo spazio
sulla sinistra del tavolo, dove amava scaldarsi la schiena accoccolato vicino
all’alimentatore. E mentre lavoravo accompagnato dalle sue fusa ogni tanto lo
accarezzavo. |
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Pickino era
un bellissimo esemplare di micio e per questo non volli mai farlo
sterilizzare, avendo intenzione, se fossi riuscito a trovare una micia simile
o con colori compatibili, di farlo accoppiare per dargli una discendenza. Già
sognavo in cuor mio la gioia per l’arrivo di tanti graziosi micini identici a
lui per aspetto fisico e dolcezza del carattere, ma purtroppo questa mia
speranza è rimasta non realizzata. Il nostro Pickino se n’è andato per
sempre, senza avere la possibilità di lasciarci eredi somiglianti a
consolarci della sua triste dipartita, lasciando un vuoto incolmabile. |
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Pickino segue altri due mici che ho avuto nel corso della mia vita ed amato moltissimo, ma lui, senza cancellare il ricordo dei predecessori, rimane un micio veramente unico per il suo meraviglioso carattere e per il rapporto intensamente affettuoso che aveva stabilito con noi, per la sua quasi capacità di comprenderci. Unico e insostituibile, e quindi dopo di lui difficilmente avremo un altro gatto.
Vogliamo
ringraziare il Dott. Pierluigi Di Lorenzo, medico veterinario in Ascoli
Piceno, che in questi anni, con professionalità, comprensione e disponibilità
impareggiabili, ci ha consentito prima di riportare e poi di mantenere
Pickino in buone condizioni di forma, assecondandoci fino in fondo nel nostro
estremo tentativo per poterlo salvare, e
comprendendo infine il nostro dolore per le sue ormai inutili
sofferenze. A.G. |
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