§         La progetto da me

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PERCHE’ LA BARCA AUTOCOSTRUITA - La mancanza di un modello di barca esattamente commisurato alle proprie esigenze può essere un motivo per  tentare il fai da te, anche se per portare avanti la costruzione di una cabinato da 7-8 metri occorrono particolari esperienza e capacità nel lavoro manuale. Altro fatto che può spingere all’autocostruzione riguarda la fascia interessata alla nautica minore, dove l’andamento del mercato ha visto uno sviluppo della domanda concentrato quasi esclusivamente sulle grandi dimensioni, con una netta recessione del numero di modelli offerti e nella produzione delle barche più piccole. Incomincia infatti a rarefarsi la disponibilità di occasioni nell’usato per la fascia dei natanti 16’ e 25’ mentre le quotazioni, a prescindere dall’effetto euro, sono in costante rialzo, anche se molte barche superano i 25–30  anni di vita.

Una molla importante che può spingere l’autocostruttore in una impresa che lo assorbirà per un tempo considerevolmente lungo, è anche la incomparabile soddisfazione del proprio lavoro manuale, dell’abilità e della fatica che generano l’oggetto del desiderio, da esibire con fiero orgoglio alla ammirazione (o all’invidia) degli altri, indipendentemente dalle dimensioni o dal valore dell’oggetto realizzato.

C’e anche un altro buon motivo per una barca autocostruita: la passione per i manufatti in legno. Entrare in una barca in vetroresina, anche se perfetta nell’insieme, ma con levigatissime controstampate bianche o colorate, restituisce  una fredda e non gradevole sensazione di elettrodomestico, mentre il calore degli interni con legno a vista è in ogni caso di effetto incomparabilmente piacevole. Ma anche all’esterno una barca di vetroresina rimane per l’occhio qualcosa di abbastanza scontato e alcune linee abbastanza panciute con scafi di colore bianco rendono un discutibile effetto Moby Dick. La barca di legno ha sempre una sua differente dignità che la rende più gradevole e marina, anche con scafo a spigolo, ove appare più evidente lo sforzo necessario a raggiungere il risultato partendo da superfici piane.

Anche se non mancano le persone a cui piace costruirsi un barchetta da caricare sul tetto della station-wagon per divertirsi in vacanza, molti autocostruttori incominciano la loro esperienza avendo nel cuore il sogno della barca da crociera, anche se piccola, ma abitabile, comoda e accogliente,  e,  la costruzione di una piroga, un pram o una piccola deriva da tre metri, serve a compiere un utile primo passo per misurare le proprie capacità a costi contenuti, facendo pratica con legni, colle, resine ed altro con il preciso proposito di accrescere l’esperienza, da utilizzare successivamente  avanzando per gradi verso obiettivi più impegnativi, per tentare finalmente la realizzazione del loro sogno.