I tipi di scafo

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Monospigolo  fondo piatto  Monospigolo fondo a V

Doppio spigolo  fondo piatto

Doppio spigolo  fondo a V Scafo tondo

Pensando di costruire una barca, il primo pensiero sarà certamente riguardo al tipo di  scafo da costruire. Dato per scontato che l'autocostruttore sia alle prime armi, anche se possiede qualche abilità nel bricolage, difficilmente sarà in grado di costruire una barca a scafo tondo. La prima barca di solito serve per fare esperienza sia come costruzione che come trattamento dei vari materiali. La prima costruzione sarà quindi una specie di test e non conviene, senza le opportune capacità, impelagarsi in qualcosa che si rischia di non riuscire a terminare. Quindi scarteremo in partenza l'idea di costruire uno scafo tondo, anche perché richiede una tecnica molto complessa, con il cosiddetto stampo a perdere, cioè con una ossatura fatta con ordinate e correnti che andranno a costituire la struttura portante della barca, di cui il fasciame sarà solo la pelle che terrà l'acqua fuori dalla barca.

La nostra prima barca sarà quindi una barca a spigolo in compensato, da costruire con il metodo cuci e incolla o con qualche sua variante che ci semplifichi al massimo la vita, magari evitandoci di cucire con il filo di rame tutti i pannelli costituenti lo scafo. Lo scafo a spigolo, prescindendo alcune illuminate opinioni, è un ottimo scafo che può dare molte soddisfazioni, non manca di qualità che rendono la barca marina, cioè adatta all'impiego in mare con condizioni anche difficili. Inoltre la barca a spigolo, smentendo un luogo comune che la vorrebbe sempre brutta, in alcune configurazioni è addirittura molto bella, anzi, secondo me è sempre bella e anche democratica, perché é l'unico tipo di scafo che qualsiasi autocostruttore, seriamente intenzionato, anche senza troppa esperienza può sicuramente riuscire costruire con un buon risultato.

Andiamo ora a vedere i vari tipi di scafo, esaminandone le caratteristiche dal nostro punto di vista, cioè dell'autocostruttore.

 

MONOSPIGOLO A FONDO PIATTO Molto diffuso soprattutto nelle acque interne dell'America settentrionale come barca da lavoro, per la sua praticità, facilità ed economia di costruzione si è imposto tra gli autocostruttori proprio come barca di grande facilità costruttiva. Definito con i nomi, Skiff, Sharpie, Dory, sono sicuramente la cosa galleggiante a forma di "barca" più facile da costruire, essendo composta da soli quattro pezzi: il fondo, i pannelli laterali e lo specchio poppiero che chiude la barca posteriormente. Per la sua semplicità é forse l'unico tipo di barca che si può costruire senza piani, con il vantaggio di avere una barca di grande stabilità di forma, anche se tenderà a picchiare sull'onda con mare formato. Ottimo per essere utilizzato in acque protette, soprattutto a remi e  a motore, anche sul mare a vela può comportarsi bene, con la barca appena sbandata appoggiando sullo spigolo per  limitare l'impatto sull'onda e migliorare la governabilità. E' lo scafo ideale per iniziare l'autocostruzione partendo da zero, cioè totalmente a digiuno di qualsiasi capacità nell'uso di attrezzi e nella lavorazione del legno.

 

 

MONOSPIGOLO CON  FONDO A "V" - Un altro tipo di scafo la cui costruzione abbastanza semplice la rende sicuramente alla portata di un autocostruttore dilettante. Dal punto di vista costruttivo è molto simile allo scafo a fondo piatto ma con la differenza che il fondo è diviso in due semipannelli la cui linea di congiunzione presenta una  leggerissima curvatura che, per scafi sui 4 metri, rispetto ad un fondo piatto, può aumentare la larghezza sommata dei due semipannelli accostati al massimo di qualche centimetro. Una volta cuciti i pannelli del fondo si formerà la V aperta che, anche se non darà allo scafo tutta la morbidezza sull'onda formata di una carena  tonda, fornirà comunque qualità molto più marine di un fondo piatto, ma senza però perdere i vantaggi di una sostanziale stabilità di forma. Insomma un tipo di scafo semplice ma estremamente versatile che si presta ad ogni tipo di utilizzo, anche impegnativo, ma questo dipende soprattutto dalle finalità del progetto. La semplicità ed economia della costruzione  fa si che venga utilizzata anche per costruzioni di scafi metallici, in ferro e in alluminio spesso destinati per lavoro, ma non mancano architetti famosi, come ad esempio Rodolfo Foschi, che, prima di progettare barche da 5,5 metri per autocostruzione, ha effettuato molti importanti progetti di barche sempre con scafo monospigolo a V, dalla linea semplice e di sicuro effetto, ma ricche del fascino di una eleganza tradizionale.

 

 

DOPPIO SPIGOLO A FONDO PIATTO -  Un tipo di scafo concepito per coniugare i vantaggi del fondo piatto con uno a V pronunciata, per ottenere un effetto che rimane abbastanza vicino alla carena tonda. Quindi un morbido impatto sull'onda di uno scafo che riesce a scivolare sull'acqua ed a fendere l'onda formata, incontrando molto favore tra barche propense alla velocità e a navigazioni confortevoli. Il numero dei pannelli e l'altezza di costruzione che ne deriva rende questi scafi particolarmente versati per barche veloci ed eleganti a vela cabinate, che, nonostante la presenza degli spigoli, grazie alla favorevole angolazione nell'accoppiamento dei pannelli, si ottiene sempre un risultato esteticamente molto gradevole. Ne sono validi esempio molte barche progettate da Mertens, dei quali il cabinato VG20 costituisce l'esempio più rappresentativo. Anche se non è del tutto fuori della portata di un dilettante, la costruzione inizia comunque ad essere complessa, e, al di sopra delle piccole dimensioni, per la costruzione è necessario uno scalo a culla e rinforzi strutturali interni simili ad una ossatura costruita a posteriori dentro la barca. Le forme curve dei pannelli, in assenza di piani con tavole scala 1:1, richiedono una delicata operazione di lofting; i tagli devono essere effettuati con buona precisione, e, nel caso le dimensioni superino la lunghezza dei fogli di compensato, si richiede la unione di più elementi per costituire il pannello della dimensione richiesta. La maggior parte dei progetti prevede il metodo cuci e incolla anche se le dimensioni arrivano ai 7 metri e più.

 

 

DOPPIO SPIGOLO CON  FONDO A "V" - Con questo tipo di scafo inizia la serie dei multispigolo, che di fatto emulano le carene tonde assicurandosi però tutto il vantaggio della chiglia a V che garantisce nelle barche a dislocamento una notevole stabilità di rotta, superiore a quella delle barche a carena tonda più sensibili allo scarroccio. Non a caso molte barche a vela per impiego oceanico hanno uno scafo multispigolo quasi sempre in acciaio, materiale che si presta bene a questo tipo di costruzione. Lo scafo multispigolo richiede  una costruzione piuttosto laboriosa e sicuramente non è la più indicata per l'autocostruttore alle prime armi. La maggior parte dei progetti prevedono lo stampo a perdere, cioè la tradizionale ossatura in legno costituita da ordinate e correnti, da costruire con grande precisione che viene poi rivestita con legno o pannelli in compensato marino. Anche in questo caso le forme curve dei pannelli, in assenza di piani con tavole scala 1:1, richiedono una delicata operazione di lofting; e i tagli devono essere sempre effettuati con estrema precisione, e, nel caso di dimensioni importanti che superino la lunghezza dei fogli di compensato, si richiede la giuntura a palella di più elementi per costituire il pannello della lunghezza voluta.  Non molti i progetti multispigolo con metodo cuci e incolla, anche perché essendo questo metodo rivolto verso imbarcazioni abbastanza grandi, i pannelli sarebbero piuttosto pesanti e difficili da movimentare in un cantiere amatoriale sprovvisto di opportune attrezzature.

    

 

 

 

SCAFO TONDO - Questo tipo di scafo nelle piccole imbarcazioni in legno è diventato assolutamente raro e sopravvive solo per talune costruzioni particolarmente raffinate, realizzate in legni pregiati da raffinati cantieri artigianali. Per il resto la quasi totalità delle barche a scafo tondo sono realizzate in serie in vetroresina. Dando per scontato che la costruzione in vetroresina consente prodotti di buona fattura solo agli specialisti del settore, consideriamo quindi a titolo di semplice citazione solo le barche in legno. Gli scafi in legno vengono costruiti essenzialmente con due sistemi: con lamellare incrociato su scheletro in legno costituito da ordinate e correnti con la tecnica tradizionale (come nella illustrazione), oppure sempre con tradizionale ossatura in legno ma con fasciame costruito con sottili lamelle di cedro o abete fissate e incollate in senso longitudinale secondo una tecnica recente definita con temine inglese strip-planking, che, pur essendo più semplice del lamellare incrociato, presenta sempre delle difficoltà rilevanti, soprattutto per il principiante. Nel mondo della vela, anche se le barche a spigolo si sono giustamente guadagnate il rispetto che meritano,  le barche a scafo tondo sono considerate un "must" nel campo della vela e la maggior parte della produzione di barche a vela é con scafo tondo. Eccezionali per la morbidezza nel passaggio sull'onda anche formata, gli scafi di dimensioni limitate e con pescaggio accentuato presentano talvolta tendenza allo scarroccio per la eccessiva curvatura del fondo, che, facendo perdere direzionalità, aumentando la sensibilità del timone e limitando la stabilità di rotta, motivo per cui generalmente per le barche, fino ad almeno 10 metri, si preferisce il timone a barra per migliorare la facilità di controllo dell'imbarcazione. Gli inconvenienti diminuiscono fino a scomparire con l'aumentare della lunghezza al galleggiamento.