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LA PASSIONE DELLA BARCA -
Da sempre un appassionato di vela e per necessità di budget,
soprattutto di piccole barche, ho posseduto un Vaurien con il quale, oltre ad
aver imparato ad andare a vela, poi mi sono divertito moltissimo nel fare
campeggio nautico e per la sua capacità di tenere bene il mare in condizioni
impegnative nonostante lo scafo a fondo piatto. Da queste esperienze è nato
il desiderio di avere una barca un
poco più grande, soprattutto in larghezza, con un minimo di abitabilità e
comfort per navigare tutta la
giornata e magari anche di notte, una barca
non necessariamente con linee moderne a scafo tondo, avendo maturato
una opinione diversa da quella corrente riguardo le prestazioni degli scafi
mono-spigolo con mare formato. Partii
quindi alla ricerca di un piccolo cabinato usato di circa 5 metri
(Promenade-72 o Corsair), da ripristinare ed attrezzare per la crociera
costiera, ma, visionate una dozzina di barche senza trovare alcunché di
soddisfacente, pensai allora di progettarla e costruirla da solo. Incominciai a collezionare tutti gli articoli di costruzione
sulle riviste di nautica, poi acquistai il libro di Pierrre Gutelle COME COSTRUIRSI LA
BARCA che studiai minuziosamente ed alcuni libri sulla progettazione
nautica, abbastanza pesanti da leggere e da comprendere; ma servirono ad
apprendere almeno gli elementi basilari per la progettazione e costruzione di
barche a vela. Nuovi impegni di lavoro sopraggiunti mi indussero, per la scarsa
disponibilità di tempo, a rinunciare alla costruzione della barca, troppo
impegnativa con i metodi tradizionali ed anche ad un eventuale acquisto,
continuando però a tenermi sempre informato e a veleggiare saltuariamente sulle barche di amici,
tanto per mantenere viva la passione in attesa di tempi migliori. Ormai vicino alla pensione, prevedendo poter disporre di tempo a
volontà, ero intenzionato a iniziare finalmente la costruzione di
una barca con il pratico metodo Stitch & Glue, ma sopraggiunte difficoltà di salute e
la conseguente impossibilità di sostenere sforzi fisici mi hanno costretto
ad una rinuncia ormai definitiva. Nasce allora il desiderio di trasmettere ad altri questa mia
passione rimasta incompiuta, che da tempo mi ha
decisamente appassionato e sicuramente sfiora i desideri di tante persone che
rinunciano in partenza timorosi di imbarcarsi in una impresa non difficile ma
inconsueta, con il rischio di spendere tempo e denari con risultati deludenti
o mancati. Ma il rischio maggiore penso sia quello di rinunciare lasciandosi
dentro il desiderio non realizzato, per non aver tentato e non essere
riusciti a vedere che cosa si sarebbe stati capaci di fare. Il messaggio è quindi rivolto a tutti gli appassionati che non
dispongono di grandissimi mezzi economici e non sono neanche degli abilissimi
artigiani, ma non per questo vorrebbero rinunciare alla soddisfazione di
avere una loro barca, da costruirsi da soli, imparando e facendo esperienza
un poco alla volta, diluendo i costi nel tempo fino ad arrivare alla
realizzazione del loro obiettivo. Quindi provateci, non perdete tempo in inutili riflessioni perché
il miglior modo di capire che cosa fare è proprio quello di passare dalle
teorie alla pratica. E anche se non riuscireste a varare la vostra barca,
l’esperienza di bricolage che avrete fatto vi tornerà sicuramente utile. Buon lavoro e poi… buon vento! A.G. |